LETTERA AD UN CARO AMICO CHE NON C'È PIÙ

Caro Adriano (Montanari)

Ci siamo conosciuti in un bar di Milano durante i primi anni sessanta del secolo scorso. Entrambi assunti per concorso in ferrovia come Aiuto Macchinista, tu a Milano Greco, io a Bologna Centrale. Il bar si trovava davanti all'ingresso del Deposito Locomotive, era gestito da Peppino ed era ovviamente frequentato da noi, del personale di macchina. Tu assunto da poco, io invece studiavo per superare l'esame da macchinista e, quando per servizio mi trovavo a Milano, tu mi cercavi per farmi tante domande su materie riguardanti il nostro lavoro.

Già in quei tempi dimostravi interesse e passione che ti hanno accompagnato per tutta la tua vita ferroviaria. Poi ci siamo un po' persi fino agli anni settanta quando ci siamo ritrovati a Rimini, tu da Capo Deposito e io da Macchinista. Le parti si erano invertite; tu mi facevi da Capo Deposito Istruttore, qualifica nella quale eccellevi. Mi piace pensare che sia stato per questo motivo che mi hai agevolato nella mia, seppur limitata, carriera. Infatti, vi fu un periodo in cui avevo problemi di salute e l'ispettorato sanitario limitò, per un breve periodo, la mia utilizzazione ai servizi leggeri, per cui mi trovavo spesso a far servizio di riserva di fianco al Capo Deposto Distributore. Fosti tu a propormi, anziché eseguire un'inutile riserva, di svolgere le funzioni di quest'ultimo.

Fui molto dubbioso, ritenendomi inadatto a tale servizio, ma tu insistetti e io accettai. Mi trovai bene e feci il passaggio successivo; superai il concorso da Capo Deposito e rimasi a Rimini perché risultai primo in graduatoria. Quando tu diventasti Titolare, liberando il posto da istruttore, dopo la rinuncia di un altro collega lo proponesti a me; dopo l'avallo delle sedi superiori lo diventai e mi piacque. Al tuo passaggio a Capo Settore, fosti trasferito a Bologna, dove assumesti l'incarico di Responsabile dei Depositi Locomotive di Bologna centrale, Rimini, Parma e Piacenza.

Al Deposito di Rimini furono soppresse le figure di Capo Deposito titolare e quella del Primo Aggiunto, sostituite da una sola persona con la qualifica di Capo Deposito Coadiutore. Tu mi appoggiasti e mi proponesti l'incarico che felicemente accettai. In quel periodo ci trovammo io Capo Impianto a Rimini e tu mio Capo Settore da Bologna. Ciò fino alla nostra quiescenza avvenuta per entrambi nel mese di luglio del 1996.
Grazie Adriano, ciò ti dovevo. Riposa in pace.

P.s. voglio aggiungere una nota extra FS che ci riguarda entrambi. Ho suonato il clarinetto e il sax nell'orchestra La Vera Rimini poi sfociata nei Novalis, lui, attuale titolare dell'omonima casa editrice musicale. Vi fu un anno verso la metà degli anni settanta che suonammo tutte le sere per l'intera estate sulla motonave Patrizia. Suonavamo dalle 21 alle 21.30 sulla tolda della nave ferma in banchina nel porto di Rimini, per attirare gli eventuali clienti e poi partire per una crociera serale lungo la costa, suonando musiche folcloristiche romagnole e i clienti ballavano. Essendo Adriano un appassionato di tale genere musicale, lo vedevo spesso in banchina ad ascoltarci e appena poi, ci vedevamo, mi esponeva tutte le sue curiosità musicali.

Ho voluto aggiungere questo poscritto per ricordare quanto siano state, in qualche modo legate, le nostre vite; per cui mi manchi in modo particolare.
Ciao Adriano riposa in pace.
Condoglianze alla sua cara famiglia.

Filippo Vannini