Virgilio Cupioli (Tonino), Rimini 1926 - 2023, già ferroviere con la qualifica di Capo Stazione Superiore, ha lasciato memorie nelle quali ripercorre episodi della propria vita. In questo suo scritto si sofferma al periodo della caduta del fascismo.
All'inizio del 1943, dopo tre anni di guerra, la popolazione lottava per sopravvivere, mancante di tutto, dalle cose necessarie per una vita decente ai viveri che scarseggiavano. Le situazioni dai vari fronti di guerra erano tutte perdenti. L'esercito alleato, dopo aver prevalso in Africa, il 9 luglio 1943 sbarcò in Sicilia. Il 25 luglio Mussolini convocò il Gran Consiglio del Regime Fascista, composto di gerarchi d'indubitabile fede.
Dino Grandi, uno dei componenti, presentò un ordine del giorno che votato mise in minoranza il Duce e il suo fascismo. Mussolini, al termine della seduta, si recò dal Re per presentare le dimissioni. Dopo l'incontro fu arrestato. Il Re nominò poi capo del Governo il Generale Badoglio che emise il famoso, proclama: La guerra continua, le Forze Armate Italiane reagiranno da attacchi provenienti da qualsiasi parte.
La caduta del Fascismo fu accolta ln tutta Italia da manifestazioni di giubilo, furono distrutti gli emblemi del Fascio, cancellate dagli edifici i tanti motti mussoliniani, quali: Meglio vivere un giorno da leone che cent'anni da pecora - Se un uomo non è disposto a correre rischio per le sue idee o le sue idee non valgono nulla o lui non vale niente - Molti nemici molto onore - Meglio lottare insieme che morire da soli - Boia chi molla - L'Italia agli italiani - Me ne frego - Le radici profonde non gelano mai - Sempre più in alto per vedere più oltre - Chi si ferma è perduto - L'aratro lavora la terra ma è la spada che lo difende - Chi non sa portare le proprie armi finirà per portare quelle di altri - Noi tireremo diritto - Non basta essere bravi bisogna essere migliori - Fermarsi vuol dire retrocedere - Se avanzo seguitemi se indietreggio uccidetemi - Se muoio vendicatemi.
A Rimini fu tolta la scritta a caratteri cubitali che svettava in cima all'Arco d'Augusto, che annunciava: Mussolini ha sempre ragione!
Gli italiani s'illusero che la guerra fosse alla fine. In quel periodo molti fascisti, che si erano comportati, male si nascosero.
Virgilio Cupioli