INIZI SECOLO SCORSO
VIGILI URBANI - TRASPORTI URBANI - CIRCOLAZIONE

Mario Macina, 1888 - 1981, già ferroviere presso le Officine Locomotive di Rimini, esponente del partito socialista, perseguitato politico, poi dal dopoguerra segretario cittadino del partito socialdemocratico. Ricorda in questo suo scritto aspetti della vita cittadina, agli albori del secolo scorso.

Vigili Urbani

La popolazione di Rimini, all'inizio del '900, superava di poco le 43.000 unità. I compiti loro assegnati, che il popolino chiamava I pizzardun, erano fissati da un regolamento che non aveva nessun effetto pratico per la penuria di personale che non superava le 10 unità (per un'estensione comunale che comprendeva allora ancora Riccione e Bellaria). È fuori dubbio che molti dei gravosi compiti che oggi la civiltà affida alla benemerita categoria dei vigili urbani, erano sconosciuti al tempo di queste note. I maggiori fastidi venivano dai vetturini di piazza sempre turbolenti e poco rispettosi dei regolamenti.

Trasporti Urbani

Per chi aveva bisogno di recarsi in periferia o di andare nelle frazioni del Comune, non c'era altro mezzo che servirsi delle vetture di piazza. Durante la stagione balneare, che aveva inizio il 29 di Giugno, festa dei SS. Pietro e Paolo, e finiva al Ferragosto, entrava in funzione la tramvia a cavalli. Partiva da piazza Cavour, percorreva via Gambalunga, girava a sinistra in via Clodia (ora via Tosi) poi a destra in corso Umberto (oggi via Giovanni XXIII) dirigendosi poi verso il passaggio a livello ferroviario che attraversava per proseguire sino al piazzale del Kursaal (ora piazzale F. Fellini). Nell'angolo fra via Clodia e corso Umberto vi era un segnalatore, chiamato Satanas, il quale al passaggio della tramvia agitava una bandiera e suonava una tromba per avvertire il pedone dell'imminente e grave pericolo.
O fosse l'usura del materiale rotabile o per altri inconvenienti, non era raro il caso che le carrozze uscissero dai binari e allora i passeggeri dovevano scendere e scegliere una delle due soluzioni: o fare la strada a piedi, anche se avevano già pagato il biglietto, oppure aiutare il personale a rimettere il pesante veicolo sul binario.

Circolazione

Il giornale Ausa nel Settembre 1896 riportava la seguente notizia:
La Giunta Comunale ha stabilito che i velocipedisti, per ottenere la licenza di circolazione, devono produrre un atto di notorietà che attesti la loro idoneità a subire l'esame prescritto dal regolamento. La presente disposizione entra in vigore il 15 Luglio 1896 e trascorso detto termine il velocipedista dovrà essere munito di licenza che sarà rilasciata in base ai risultati dell'esperimento.
Malgrado queste tassative disposizioni la circolazione doveva, anche a quei tempi, destare molte preoccupazioni tanto che un successivo comunicato dell'Ufficio comunale, in data 1 Agosto 1896, diceva:
Preghiamo i signori cavalieri della bicicletta ad avere un po' di riguardo per i poveri passeggeri che se ne vanno pacificamente per la loro strada. Crediamo pure che farebbero meglio se si astenessero dal voler far mostra della loro valentia biciclettistica.

Mario Macina