RICORDI DI GIOVENTÙ

Il socio Benito Colonna, classe 1937, già Macchinista FS, nativo della frazione cittadina di Rivabella, ove tuttora risiede. Dalla sua memoria in questo caso riemergono ricordi, non senza un pizzico di nostalgia, su gli usi e i costumi di quel tempo ormai lontano.

Nel periodo della mia adolescenza prima, giovinezza poi, le valutazioni erano completamente diverse da quelle attuali. Non esistevano tutte le attrazioni come al giorno d'oggi. Non esisteva la televisione, la plastica, il computer, il telefonino, la penna biro, il gas metano, e pure l'acqua corrente, questa nelle abitazioni di periferia era una cosa impensabile. Per non parlare del vestiario: le toppe ai pantaloni erano applicate per necessità in quanto per forza maggiore dovevano durare a lungo e, non di rado, passavano dal fratello più grande a quelli più piccoli.

Sempre in periferia, il bagno consisteva nel lavarsi immergendosi in un capace mastello di legno dove era stata versata dell'acqua calda. Il viso ogni mattina, pure d'inverno, con la neve, andavamo a lavarcelo fuori casa, al pozzo artesiano che forniva perennemente una grande quantità d'acqua. Il riscaldamento e il modo di cucinare si basavano esclusivamente sull'accensione, ogni mattina, del focolare o della stufa economica. Normalmente, al lato del focolare, erano posti dei fornelli, che potevano contenere le braci prelevate dal focolare e utilizzate per cucinare.

Le braci venivano pure usate inserendole all'interno di particolari ferri da stiro. Altro utilizzo era quello di riscaldare le coltri del letto alla sera prima di coricarsi: il sistema consisteva in un contenitore denominato suora (contenitore in terracotta) che veniva posizionato all'interno di un manufatto di legno chiamato prete il quale veniva introdotto sotto le coltri fra le lenzuola.

La colazione consisteva normalmente in caffè di cicoria e latte con piadina. La merenda di mezza mattina consisteva in due fette di pane con all'interno una fetta di lardo o dello strutto spalmato. Non si chiedeva ai figli cosa volessero mangiare, in quanto l'appetito non mancava e i viveri scarseggiavano. Quando si racconta ai giovani d'oggi di quel mondo, di quella realtà, sembra loro si parli di fandonie, ma è la pura semplice verità.

Benito Colonna