L'Associazione Nazionale DLF si rivolge da mesi, in modo pressante, ai Territoriali DLF invitandoli a segnalare convenientemente la ricorrenza del secolo di vita del Dopolavoro Ferroviario.
Il DLF Rimini ha accolto volentieri questa sollecitazione, esponendo il logo del centenario ovunque è stato possibile: calendario, opuscolo delle convenzioni, giornale, volantini di manifestazioni e quant'altro. Si è peraltro ripetutamente scritto sul dopolavoro, citandone il percorso storico, i fatti salienti, sottolineando come nel suo operare, sia pure con scompensi fra le diverse aree del paese e grandi e piccoli centri, si sia da sempre caratterizzato in un'incessante missione sociale. Quest'azione è stata condotta applicando il fine statutario offrendo ai ferrovieri, e non solo a loro, opportunità per un sano impiego del tempo libero con la possibilità di partecipare a esperienze di vita e svago, in un ampio spettro di attività: sportive, turistiche, culturali e ricreative.
L'altra ricorrenza che si vuole ricordare è il venticinquesimo anno di vita del giornale del DLF Rimini La Nostra Voce. In questo campo a livello nazionale dei DLF rappresentiamo una superstite rarità, perché di periodici bimestrali locali DLF che escono ancora con regolarità, a 16 pag., oltre il nostro ne rimangono soli altri due (Genova e Firenze). La dirigenza nazionale DLF questa peculiarità ha dimostrato di apprezzarla, come del resto un'altra assai più rinomata e rilevante: l'essere l'unico Dopolavoro in Italia proprietario di un attrezzato, efficiente, osservatorio astronomico, dotato di un telescopio fra i più potenti presenti nella regione e in quelle limitrofe. Requisiti questi che permettono al nostro DLF di godere della considerazione anche degli altri DLF Territoriali.
Rimanendo sul tema delle ricorrenze si ricorda che correva l'anno 2000, precisamente il primo agosto, quando il nostro giornalino fu dato, per la prima volta, alle stampe. Allora si presentava in una veste semplice, un notiziario a sole quattro pagine e in bicromia.
Da quando, nel 1995, era cessata la pubblicazione del giornale ferroviario romagnolo La Locomotiva, sul quale come DLF si disponeva di spazi per comunicare notizie e attività, ci si era trovati improvvisamente sguarniti sul piano informativo. C'è altresì da precisare che allora i social media non avevano fatto ancora capolino, o erano agli albori, pertanto solo un giornale poteva rivestire efficacemente tale funzione.
Questo vuoto che si era creato sul piano informativo si avvertiva, ma si temporeggiava. Spaventava la sorte che era toccata al periodico La Locomotiva, che nonostante avesse alle spalle oltre trenta anni di vita, con una cospicua tiratura, un bilancio di cassa attivo, aveva ciononostante chiuso i battenti. La motivazione, come fu scritto nel suo ultimo numero, era stata la carenza di addetti al lavoro volontario e di contributi scritti. Nonostante queste premesse, preso coraggio e rotti gli ultimi indugi, l'iniziativa fu varata. In questo senso lo stimolo decisivo fu determinato dall'apprendere che il Dopolavoro delle Poste a Rimini, a quel tempo, dava alle stampe un sia pure modesto organo di stampa che poi, a onor del vero, ebbe vita breve, infatti, dopo qualche numero, cessò improvvisamente l'uscita.
Il Consiglio Direttivo, ne deliberò il sostegno economico e la funzione da svolgere, che allora era di Notiziario DLF.
Il giornale, dopo tanti anni e alterne vicende, è arrivato ai nostri giorni; l'auspicio è uno solo: che con la collaborazione dei Soci possa continuare a svolgere il suo ruolo informativo e pertanto essere ancora un efficace strumento di ausilio alle attività del DLF.
Giovanni Vannini
