COM'ERA DIFFICILE SBARCARE IL LUNARIO

Mia nonna, leva '900, quando ero bambina mi raccontava, come fanno un po' tutte le persone anziane, dei tempi della guerra e di come in quegli anni aveva trovato un modesto lavoro nella fabbrica Arrigoni (quella famosa per confetture, marmellate, ecc.) a Cesena. Lei abitava a Savignano e non possedeva alcun mezzo di trasporto motivo per il quale si alzava alle 3.00 di notte e partiva a piedi per andare in quel di Cesena, una distanza di circa 17 chilometri da percorrere giornalmente, con tutte le condizioni climatiche, sia all'andata sia al ritorno. La fabbrica fino a non molti anni fa era ancora visibile, in parte si affacciava nel piazzale antistante alla Stazione FS di Cesena.

D'estate e d'inverno camminava con andatura lesta per arrivare in orario all'inizio del turno di lavoro, che consisteva nello smistare i barattoli di marmellata. Averla posseduta a casa una simile leccornia, sarebbe stato il massimo con tre bocche da sfamare, invece si stringeva la cinghia, non c'era mai il becco di un quattrino. Nonna mi raccontava che sul posto di lavoro aveva escogitato un sistema per raccogliere un po' di quella marmellata, aiutata in questo dalla complicità di qualche altra operaia. Erano tutte donne al magazzeno e si spalleggiavano a vicenda, con attenzione perchè i caporali sorvegliavano.

Ogni tanto, ovviamente non spesso perché altrimenti il fatto non sarebbe passato inosservato, per causalita un barattolo cadeva accidentalmente dal nastro trasportatore e il vasetto di vetro andava in mille pezzi. In quel modo, in un contesto di complicità tipicamente femminile, tolti i pezzi di vetro più vistosi, raccattavano la marmellata e felici se la portavano a casa, dove ovviamente questa era setacciata e resa così disponibile per il consumo!
Questo e tanti altri racconti mi hanno sempre fatto avere un gran rispetto del cibo.

Rossana Magnani