IL FRONTE DELLA GIOVENTÙ

In questo suo scritto l'autore Franco Fontemaggi, classe 1930, che trascorse la sua giovinezza nel sobborgo cittadino della Castellaccia, racconta alcuni aspetti della sua vita negli anni convulsi dell'immediato dopoguerra.

Con in testa le idee dell'Uomo Nuovo e del Socialismo, entrai nel Fronte della Gioventù frequentato da giovani di tendenza comunista, socialista e liberale, mentre i cattolici se ne andarono accusandoci di cripto comunismo e rifiutando il dialogo: era l'inizio della guerra fredda. Malgrado questa divisione nel F.d.G. demmo vita a momenti di solidarietà coi più diseredati della nostra città: tenemmo aperta una mensa popolare dove i prezzi delle vivande erano pari al costo e noi prestavamo servizio senza remunerazione.

Uno dei primi a guidare questa azione di volontariato fu Gino Salvatori, che per la sua tempra e dirittura morale appariva ai miei occhi come un Commissario politico in una formazione partigiana. Gino aveva in mente di scrivere libri gialli e il primo avrebbe dovuto iniziare così: Le lancette della torre dell'orologio segnavano mezzanotte. Dodici colpi vibrarono sordi nell'aria come ritenuti dalla nebbia. La luce diafana dei lampioni poi... E Gino partiva in una fragorosa risata autoironica.

Fra i personaggi che frequentavano la mensa c'era Cucmen, un curioso uomo con fantasiose storie: Cla volta l'è sté una spiéda, diceva, una spiata del vicino che mi aveva in malocchio e che l'aveva tilifoné a Churcill, per dei l'ubicazione dla mi chesa. Difatti un dé, un aereo u sé staché dala furmazion, (è sempre Cucmen che racconta), l'ha fat un zir ad ricognizion e l'ha lasé una bomba sora la mi chesa: tota invidia... una spiéda.

Poi c'era Fagnani Alceste, di professione attacchino, noto comunista libertario che aveva subito il confino a Ventotene e ora dormiva in un sottoscala con appena il posto per il letto; e pensare che discendeva da una nobile e ricca famiglia che però aveva lasciato tutto in eredità alla Chiesa. Fagnani portava degli occhiali con lenti spesse come il fondo di una bottiglia. Il suo viso, solcato da profonde rughe, racchiudeva tutte le angherie subite.

Un altro personaggio, più espansivo, ci raccontò di quando era capitano nei maquisards (partigiani) francesi col nome di battaglia di Brasile. Spesso i suoi racconti finivano in una satira venata di un certo anticlericalismo. Come quando ci raccontò di un tizio che aveva bussato alla sua porta e, con un blocchetto in mano, gli chiedeva una sottoscrizione per ricostruire la metà di una Chiesa distrutta dalla guerra. E lui gli rispose: Quando verrete per buttare giù anche l'altra metà, allora comprerò tutto il blocchetto.

Nel Fronte della Gioventù erano praticate diverse discipline sportive e gli uomini di testa erano: Giorgio Cetera per il nuoto, Bonato detto Bob nel calcio, Sergio Serpieri nel podismo, Learco Semprini nel ciclismo; curava le attività ricreative (gite e ballo) la Lalla Bracconi, mentre i corsi di taglio e cucito erano seguiti da Ortensia Corbelli. Raul Fugalli dava lezioni di matematica e computisteria a chi in queste materie era stato rimandato a settembre.

Un giorno, mentre era impegnato in una di queste lezioni, gli infilammo sotto la porta un petardo acceso che, sibilando, gli andò a scoppiare sotto i piedi. A Raul non piacque lo scherzo, tanto più che il suo sobbalzo aveva creato ilarità tra gli allievi. Irritato, prese sottobraccio un pacco di dischi che avevamo a stento comperato per i nostri balli domenicali, uscì in strada, si mise in posizione da discobolo e lanciò i dischi uno dopo l'altro.

Franco Fontemaggi