Il 14 maggio 1989 mi presentai alla partenza della Maratona di Bologna. Era la mia terza maratona e anche le due precedenti le avevo disputate a Bologna. Mi ero preparato scrupolosamente con lunghi allenamenti per migliorare i tempi ottenuti nelle gare precedenti. Alla partenza mi trovai insieme ad alcuni maratoneti emiliani che erano seguiti dal loro allenatore, il quale li aveva preparati per chiudere la maratona entro le tre ore. Si trattava di un ottimo obiettivo anche per me avendo come mio miglior tempo 3:27'58".
Mi unii al loro gruppo; l'allenatore dopo la partenza ci seguiva in bicicletta dandoci i tempi a ogni chilometro, e così ci avvicinammo sempre più al traguardo. Avevo seguito i suoi consigli e non avevo saltato nessun ristoro bevendo solo acqua, così quando raggiunsi il 35° chilometro decisi di bere i sali minerali. Purtroppo, appena bevuto il bicchiere di sali, mi sentii subito male con forti bruciori di stomaco, provai a riprendere a correre, ma per il dolore che provavo non riuscii neanche a camminare. Decisi quindi di ritirarmi, mi staccai il pettorale e attesi una macchina di servizio dell'organizzazione per raggiungere il traguardo.
Durante il tragitto degli ultimi 7 chilometri vidi altri maratoneti in difficoltà che camminavano. La delusione di non aver potuto completare la gara a causa di quei sali mi lasciò un gran rammarico. Seppi solo in seguito che ci furono molti atleti ritirati, forse per lo stesso motivo. Rimasi amareggiato perché fino al 35 chilometro avevo rispettato la tabella che mi avrebbe permesso di chiudere la maratona entro le 3 ore. In seguito non riuscii più a raggiungere quell'obiettivo, non avendo il tempo e la voglia di preparare allenamenti intensi come quelli che preparai per quella gara.
Il 29 ottobre 1989 partecipai alla maratona di Carpi insieme a sette atleti del Gruppo Podistico Dopolavoro Ferroviario e precisamente Saponi Gloriano, Righini Solerte, Ghinelli Domenico, Fantini Antonio, Brughiera Lucio, Donati Gabriele e Facchini Sante. Il miglior risultato ottenuto fu quello di Saponi Gloriano con 3:09'42". In quella maratona ottenni il mio record personale sulla maratona 3:22'19". In seguito partecipai ad altre 30 maratone e, avendo imparato la lezione, evitai sempre di bere i sali offerti lungo i percorsi per non ripetere l'esperienza negativa avuta in precedenza.
Per un maratoneta la delusione più grande rimane sempre quella di non riuscire a concludere una corsa dopo tutti i sacrifici fatti per prepararla. Nella mia carriera ho corso 33 maratone e la consapevolezza di una preparazione adeguata mi ha sempre permesso di raggiungere il traguardo.
Marino Masini
