Molto frequentemente con i giovani si parla di progresso, di crescita, di sviluppo in relazione alle proprie competenze, alle proprie conoscenze, al proprio aspetto e via dicendo. Poco si parla, invece, della necessità di fermarsi un attimo, un istante, per fare il punto della situazione. Questioni del tipo: sono sulla strada giusta? Sto facendo quello che volevo fare? Soprattutto: mi piace ciò che sto facendo? Sono questioni che permettono a un giovane di comprendere se ciò in cui si sta cimentando ha un senso oppure no.
A volte è difficile per un ragazzo poter rispondere; incertezze, mancanza di chiarezza, dubbi e altro ancora lo avvolgono e non lo lasciano sereno. Ecco allora che l'adulto gioca un ruolo educativo importantissimo: aiutare il giovane a guardarsi e a misurarsi con le proprie ambizioni, con i propri sogni e aspettative. È l'adulto che è chiamato a sostenere il giovane nei momenti di bilancio della propria esistenza ed è lui, l'adulto, a dovere - con maturità e saggia determinazione - saper offrire condizioni di base (effettive, finanziarie, emozionali e altro ancora) sulla scorta delle quali il giovane può continuare - quanto più serenamente possibile - il proprio percorso di crescita.
E allora mi permetto di ribadire questo concetto: gli adulti - tutti gli adulti - sono importantissimi per i giovani poiché i bambini e i giovani hanno bisogno di qualcuno che si prenda cura di loro. Non dimentichiamolo: tutti i bambini e tutti i giovani sono nostri figli e tutti siamo genitori, senza alcuna eccezione.
Duilio Ganzaroli