LA SCELTA GIUSTA

Come podista avevo cominciato a correre già da alcuni anni; durante la settimana mi allenavo regolarmente per presentarmi preparato alla gara domenicale, verificando se c'erano miglioramenti nelle mie prestazioni rispetto a quelle precedenti. Una domenica mattina del mese di novembre, era una tipica giornata invernale con una leggera nebbia, decisi di partecipare a una campestre di 10 km. L'obiettivo era quello di classificarmi nei primi 50 per entrare in premiazione nella gara competitiva.

Dopo la partenza veloce mi impegnai a mantenere la posizione acquisita; essendo nelle prime 30 posizioni, controllai gli atleti che mi precedevano per approfittare in caso di eventuali cedimenti di qualcuno fra loro. Ero a circa 2 km dall'arrivo quando raggiunsi un gruppo di atleti che si accingevano ad attraversare un ponticello di un canale di scolo e intravidi uno di loro scivolare nel fosso. Nessuno del gruppo si fermò per aiutarlo e anch'io in un primo momento, preso dalla voglia di arrivare, pensai di proseguire sperando che qualcun altro lo avrebbe fatto.

Sbirciando però, mi accorsi che era svenuto e che restava immobile con la testa immersa nel fango; allora mi fermai premettendo a tutto il resto il dovere morale del soccorso a quel ragazzo che forse rischiava la vita. Scesi nel fosso e cominciai a trascinarlo fuori, in quel momento sopraggiunse un altro podista che intervenne aiutandomi a portarlo sul piano. Vidi che il ragazzo aveva gli occhi rovesciati, bava alla bocca, irrigidimento muscolare e tremore delle gambe.

Dopo alcuni minuti riuscimmo a fargli riprendere conoscenza, ma aveva lo sguardo fisso, assente. Intanto qualcuno, giunto al traguardo, aveva informato dell'accaduto gli organizzatori che mandarono una macchina di servizio per portarlo in ospedale. Ripartito, giunsi al traguardo tutto sporco di fango, ma soddisfatto nonostante non avessi raggiunto l'obiettivo prefissato e cosciente che avevo fatto la scelta giusta.
Seppi in seguito che quel ragazzo soffriva di epilessia; non era la prima volta che gli succedeva questo inconveniente.

Marino Masini