Quante notti... e quanto ci sarebbe da raccontare...
Le notti di Vaiano, le mie prime notti in servizio. La stazione, un po' defilata rispetto al paese, era avvolta in un assoluto silenzio; si sentiva provenire dalla città il rumore ritmato dei telai che tessevano le tele. La cittadina viveva di questa fiorente attività.
I treni, tutti transiti, erano tanti e non permettevano distrazioni. I presenziamenti dei transiti consentivano solo pochi minuti di riposo sulla sedia. Alle 4.45 la stazione tornava a rianimarsi con l'arrivo del primo treno locale frequentato da lavoratori pendolari diretti a Prato o a Firenze, così come con i treni pari diretti a Bologna. Essendo l'unico ufficio sempre aperto anche in piena notte, venivano persone a chiedere informazioni per eventuali viaggi. Non c'era l'aiuto dell'informatica, tutto si ricavava dai manuali in uso alla stazione.
Alla fine del turno notturno, più di una volta mi è capitato, nello scrivere le consegne per il collega montante, che la mano con la quale scrivevo scivolasse, tanta era la stanchezza della notte insonne, lasciando sul foglio una riga inopportuna, poi mi riprendevo immediatamente, ma ormai la riga era rimasta sul registro.
Feci servizio a Bologna San Donato, nello scalo merci più importante di tutta la rete ferroviaria italiana, alla partenza Posto E. Qui le notti passavano in continuo impegno preparando i documenti e le prescrizioni per i treni in partenza, ed era un continuo via vai di personale di ogni servizio e mansione: capitreno, macchinisti, manovratori, verificatori, assistenti, tutti necessari e indispensabili. I verificatori erano forse quelli che, svolta la loro delicata mansione (controllo del carico, del materiale in generale, delle boccole, della prova freno), alla fine avevano più tempo libero e spesso riuscivano a fare delle grigliate alle quali facevano onore tante bocche di tutti i servizi.
Le notti più malinconiche di San Donato erano quelle dove non ero in servizio; erano quelle che passavo nella cameretta del dormitorio del D.L. Notti tristi; mi prendeva la nostalgia di casa dove avevo lasciato la moglie e due bimbi piccoli. Non c'erano i telefonini per scambiarci un bacio e la buonanotte.
Le notti di Savignano sul Rubicone erano più riposanti; il transito dei treni era meno impegnativo avendo la linea adriatica meno traffico, in special modo quello merci. Nel cuore della notte arrivava il treno raccoglitore che fermava in tutte le stazioni e facendo manovra agganciava i carri fermi sui binari di scalo e li portava a Rimini dove venivano, con ulteriori manovre, smistati per le varie destinazioni.
Fui a Savignano anche nel periodo dell'austerità dovuto all'embargo petrolifero ai danni dell'Europa per la chiusura del canale di Suez a seguito della guerra arabo-israeliana. L'austerità continuava anche sul lavoro: tutte le luci non indispensabili dovevano essere obbligatoriamente spente; nell'Ufficio Movimento una lampadina a basso voltaggio illuminava fiocamente l'ambiente ma sufficiente per svolgere il proprio servizio in sicurezza.
Il piazzale della stazione piombava nel buio più assoluto e in quell'oscurità brillavano solo le luci dei segnali semaforici che garantivano la circolazione dei treni. Era una situazione assurda e in quell'atmosfera surreale ombre indefinite vagavano nel buio. È pauroso vivere nel buio. Dalle 22.00 alle 4.00 del mattino nessun treno aveva fermata d'orario, erano tutti transiti molto veloci. E quando avveniva il passaggio dei treni viaggiatori, soprattutto di quelli pari con direzione sud - nord, che transitavano sul primo binario, l'ufficio si illuminava a scatti come fosse una scena tratta da una pellicola di Agatha Christie, poi tutto ripiombava nel buio.
Glossario per i non addetti al lessico ferroviario:
U.M. equivale a Ufficio Movimento, cioé l'ufficio dove i Capistazione (C.S.) in funzione di Dirigenti Movimento (D.M.) controllano e regolano la circolazione dei treni.
D.L. per Deposito Locomotive
F.V. per Fabbricato Viaggiatori
P.L. per Passaggio a livello
Polfer per Polizia Ferroviaria della quale esiste un distaccamento nelle stazioni più grandi.
Guido Pasini
1° Episodio