URGENZE

Il socio Virginio Cupioli (Tonino), classe 1926, già Capo Stazione Superiore, rievoca in queste pagine un suo ricordo. In questo caso un fatterello verificatosi, durante il periodo estivo, alla stazione FS di Rimini.

La stazione di Rimini, negli anni settanta, nei giorni di sabato, domenica e lunedì era invasa da numerosi viaggiatori e turisti nazionali ed esteri. Vi affluivano dai treni speciali programmati dalle varie agenzie europee per turni settimanali e quindicinali di vacanze, per cui i marciapiedi fra i binari erano quasi impercorribili perché occupati dagli stessi con valigie.

In questa situazione un sabato verso le ore dieci un turista avvisò il dirigente di servizio che un uomo vestito da prete era entrato in sala d'aspetto sussidiaria sita fra il quarto e il quinto binario affollatissima e dopo essersi portato presso il muro di testata e avere steso un giornale sul pavimento si era aperto la tonaca, abbassato i pantaloni, e accovacciato aveva soddisfatto una necessità corporale provocando un fuggi fuggi generale per il disgusto di tale vista e dopo aver evacuato se ne era andato placidamente imperturbato mescolandosi tra la folla all'esterno del fabbricato.

Quel dirigente di stazione così informato provvide a chiamare Paolo il capogruppo della cooperativa portabagagli che aveva in appalto il servizio di pulizia il quale provvide subito personalmente a eliminare la sconcezza e disinfettare.

Paolo era una simpatica persona e religiosamente agnostica, osservò che pulire era il suo lavoro, che si adeguava a qualsiasi circostanza, però pulire quella di un prete gli era alquanto indigesto e imbarazzante per il suo conosciuto anticlericalismo che lo avrebbe esposto agli sfottò degli amici e così avvenne.

Fu impossibile accertare se trattavasi di un vero prete o un individuo vestito da prete.

Virginio Cupioli