LAVORO DI SQUADRA

Nella stazione di Rimini si attendeva il treno Agenzia TUI. I portabagagli erano pronti con le loro carrette sul primo binario e così pure i manovratori. Il treno viaggiava con leggero ritardo perché preceduto da un treno merci che ne rallentava la corsa. Il Dirigente Centrale aveva deciso di non fermare il treno merci perché la manovra per il suo ricovero avrebbe ulteriormente aumentato il ritardo dell'espresso agenzia e anche perché per questo treno la stazione di Rimini era il termine di corsa.

Dovete sapere che questi treni ricevevano un trattamento speciale: venivano sempre ricevuti sul primo binario per agevolare le operazioni di scarico e discesa viaggiatori. Per l'economia del turismo questi treni speciali sono sempre stati una manna e come tale veniva considerata dal personale di stazione.

Vi parlo degli anni '70 quando i Titolari delle stazioni avevano ancora un potere decisionale. Non esisteva la codificazione del treno sugli apparati: era un ACEI a itinerari; la successione dei treni era regolata dall'orario e, in caso di modifiche, da fonogrammi fra stazioni: treno ... precede treno ... da .... A Rimini si attendeva l'arrivo del treno merci e si organizzò il suo arrivo nel binario più lungo dello scalo mandando due manovratori per sollecitare il suo ricovero.

All'annuncio del treno, il Dirigente Movimento Operatore pigiò sui tasti l'arrivo del treno merci sul binario di scalo. Poi, per curiosità, si rivolse al Guardia Blocco per chiedere se il treno della TUI si fosse già annunciato, cioè se fosse già a distanza di blocco. Questi rispose che il treno dei turisti era quello che era appena passato e che ci stava arrivando. Un attimo di panico e la decisione di mobilitarsi tutti sul binario dello scalo per evitare che il treno si fermasse col timore che qualcuno scendesse e si potesse far male.

I macchinisti del treno dirottato sullo scalo merci erano sbalorditi, poi, data la presenza di tanti manovratori che con le bandiere e anche con la voce incitavano ad avanzare, proseguirono la corsa del loro treno seguendo le segnalazioni e, capendo l'errore, coadiuvarono nella manovra riuscita perfettamente. Il treno venne ricevuto sul primo binario in retrocessione e tutto finì nel migliore dei modi. Nessuno fece rapporto e la cosa non varcò le mura della stazione.

Guido Pasini