OGNI NOME HA LA SUA STORIA

Alla fine del 1944, avendo l'esercito alleato occupato il nostro territorio, fu costruito nell'attuale zona colonie a Igea Marina, un piccolo aeroporto per il decollo e l'atterraggio degli aerei inglesi Spitfire. La pista era formata da lamiere di metallo appoggiate sulla sabbia, (ricordo quelle lamiere con tanti fori bordati e la bordatura rivolta verso il basso, in modo da poter fare presa sul terreno).

Il rifornimento di cherosene veniva effettuato tramite una condotta formata da tubi collegati fra di loro, lunga vari chilometri. Questa condotta passava anche dal mio cortile. Dalle giunture, a non perfetta tenuta, fuoriusciva il combustibile che veniva raccolto dai residenti e venduto (non so a chi, dati i tempi). Alcuni addirittura scollegavano i tubi e riempivano qualche botte. All'aeroporto la guardia veniva affidata a prigionieri tedeschi (sembra assurdo) sotto il controllo di militari alleati. Uno di questi prigionieri, di nome Walter, aveva stretto rapporti di amicizia con il padre di un mio amico.

Quando questo mio amico nacque, gli fu dato il nome di Arrigo rinnovando così quello del fratello del padre, appena deceduto. Quando il bambino veniva chiamato per nome, il solo fatto di sentirlo richiamava alla memoria della nonna il proprio figlio e piangeva. Allora il padre decise, per attenuare il dolore della propria madre, di cambiare il nome al figlio. E come lo chiamò? Walter, come l'ex amico, pensando che un nome tedesco non avrebbe più richiamato nella madre infausti ricordi. Ora lo conoscono tutti per Walter, pur non risultando in alcun documento, e non come Arrigo, nome che figura invece nei documenti ufficiali. Come dal titolo, ogni nome ha la sua storia.

Filippo Vannini