Adesso si parla di telefonini, ma una volta non era così: i primi telefoni cellulari, portatili, erano enormi e per trasportarli ci voleva addirittura una borsa. I prezzi, poi, erano proibitivi, anche se erano destinati al mercato, al consumo di massa.
Si era quasi alla metà degli anni '80, anche se la loro storia era iniziata negli anni '70. Le dimensioni tascabili dei cellulari arrivarono verso la fine degli anni '80.
Quando nacque questo apparecchio serviva davvero solo per telefonare. Oggi sappiamo che non è più così; le funzioni sono diventate molteplici: stringendo tra le mani il cellulare si possono fare fotografie, eseguire registrazioni, navigare su internet e via discorrendo. Un ufficio viaggiante dalle dimensioni ridotte.
E le piccole dimensioni consentono di tenerlo stretto in pugno (a differenza dei primi esemplari) e di fare, magari, con l'altra mano, qualcosa d'altro: anche guidare l'auto, comportamento scorretto e proibito quando si è al telefono.
Questa distrazione (condurre l'automezzo mentre si utilizza il cellulare senza i necessari dispositivi in commercio che consentono di aver ambedue le mani libere e di essere quindi in regola) rappresenta una delle principali cause di incidenti stradali sulle nostre strade.
La tecnologia ha fatto passi da gigante in numerosi campi, rendendo più semplici operazioni che prima richiedevano tempo, capacità ed esperienza. Come per tutte le cose, però, il cattivo utilizzo, l'abbandono della prudenza o l'abuso delle nuove tecnologie non portano mai lontano.
E pure nel campo della circolazione stradale le conseguenze possono essere drammatiche.
Duilio Ganzaroli