Ai miei tempi, per arrivare alla qualifica di macchinista, si doveva seguire il seguente percorso.
Vi erano due modi per entrare: uno attraverso il genio militare ferrovieri con sede a Chivasso, l'altro per concorso esterno.
Per entrare attraverso il genio occorreva fare domanda specifica, firmando per tre anni la ferma militare che valeva anche per il servizio di leva (che in quei giorni aveva una durata di 18 mesi). In quei tre anni si conseguiva la qualifica di macchinista nel genio. Dopo il congedo si era assunti in ferrovia con la qualifica di aiuto macchinista. Io invece feci il concorso esterno per Bologna nel 1956/57. Cinquanta posti, circa tremila concorrenti (se non erro). Titolo di studio occorrente: terza media oppure tre anni di avviamento industriale.
La qualifica prevista era allievo aiuto macchinista in prova. Il concorso precedente al mio prevedeva come qualifica d'ingresso: operaio allievo aiuto macchinista in prova (questo significava essere assunti da operaio e, se bocciati dopo il corso di otto mesi, quella sarebbe stata la qualifica).
Per questo motivo tra le prove d'esame per l'ingresso, era prevista anche una prova pratica chiamata capolavoro che consisteva nell'eseguire un pezzo inerente l'aggiustaggio (la famosa coda di rondine), torneria o fucina. Nel nostro concorso, pur essendo stata abolita la parola operaio, abbiamo dovuto sostenere comunque quella prova. Le materie d'esame erano: prova scritta di italiano, prova scritta di matematica/fisica, prova orale, visita medica e visita psicotecnica e, come ho detto, il capolavoro.
Assunzione il 1° Ottobre 1957. Otto mesi di scuola sui banchi con alcuni pomeriggi in officina. Finita la scuola, esame per acquisire la qualifica di aiuto macchinista in prova (non più allievo), prova che aveva la durata di un anno dall'esame.
Tre mesi alla manovra a vapore a Bologna centrale poi in viaggio TE. Passato l'anno di prova, esame di stabilità (Noi fummo la prima scuola che a un mese da questo esame, lo stesso fu sospeso). Finalmente di ruolo dopo un anno e otto mesi, con due esami, più quelli del concorso esterno!
Dopo alcuni anni (cinque mi sembra), possibilità di accedere al concorso per macchinista, se previsto dal bando compartimentale. Nuovo esame senza scuola di formazione, da studiare privatamente in orari fuori servizio con l'ausilio di un volonteroso capo deposito istruttore. Superato l'esame, si acquisiva la nomina da aiuto macchinista approvato.
Questo significava poter guidare i treni da primo agente con la qualifica di A.M. La nomina si acquisiva poi trasferendosi nei compartimenti dove vi erano posti disponibili. Io sono stato a Milano per due anni e mezzo, prima di me molti sono stati in Sicilia. Poi la nomina da macchinista, ma di seconda classe con biglietti ancora di seconda e poi, finalmente, la nomina da macchinista di prima classe.
Infine altro esame da capo deposito. Io sono più di 21 anni che faccio il vagabondo (mica tanto, anche se gli impegni sono di altro genere). Come stanno ora le cose? Mi sembra sia cambiato tutto.
Filippo Vannini