L'OLIMPIONICO ROMEO NERI

Romeo Neri fu un ginnasta riminese, vincitore di tre medaglie d'oro individuali e a squadre alle Olimpiadi di Los Angeles del 1932. Cessata l'attività, allenò la squadra olimpica di cui faceva parte anche suo figlio Romano. Molto anni fa gli è stato dedicato lo stadio comunale di Rimini. Dopo questa breve e doverosa premessa, voglio raccontare il breve rapporto che ho avuto con lui e suo figlio.

Nel mese di Febbraio del 1950, ebbi un infortunio. Fui investito, in bicicletta, da un furgoncino in un luogo vicinissimo a dove risiedo attualmente. Diagnosi: frattura del cranio con commozione cerebrale. I miei mi raccontarono che i medici dissero loro che, se fossero sopraggiunte le convulsioni, sarei stato spacciato... e queste sopraggiunsero. Mi salvai, ma dovetti stare un mese a letto immobile, con una borsa di ghiaccio sulla testa. Quando tornai a scuola, i medici mi prescrissero l'esonero dalle lezioni di educazione fisica fino alla chiusura dell'anno scolastico.

A quei tempi, essendo gli istituti scolastici sprovvisti di palestre, per eseguire educazione fisica ci si doveva recare nella palestra dello stadio comunale che ancora non era dedicato al Neri. E ovviamente a piedi dal centro città (ricordo che al ritorno, se la materia dell'ora successiva era ostica, il tempo di percorrenza aumentava con conseguenti note sul registro). Alla fine dell'anno scolastico il mio insegnante di educazione fisica mi rimandò a Settembre per non aver partecipato alle lezioni, anche se ciò era dovuto a esonero.

Considerato il fatto che ero stato rimandato in educazione fisica, l'insegnante di italiano pensò bene di aggiungere la sua materia (dicendomi che se non avessi avuto educazione fisica da riparare, mi avrebbe promosso anche se ero un po' scarso). Due materie da riparare! Andai a ripetizione di italiano. Ma per educazione fisica? I miei genitori chiesero al mio professore cosa fare ed egli consigliò loro di mandarmi a ripetizione da un altro insegnante di educazione fisica: il ginnasta Romeo Neri.

Le lezioni si tenevano nella palestra dello stadio dove in quel periodo Romeo Neri stava allenando la squadra olimpica di ginnastica in preparazione alle Olimpiadi di Helsinki del 1952. Della squadra di ginnasti faceva parte anche suo figlio Romano. Le mie lezioni erano in contemporanea agli allenamenti della squadra olimpica. Ovviamente il tempo che Neri dedicava a me era limitato essendo egli impegnato con gli atleti. Ricordo che, mentre io guardavo gli allenamenti, ogni tanto mi diceva: Ora vai alla spalliera svedese, dopo un po': Ora su alla pertica e poi alla fune, sempre da solo.

In conclusione: non ebbi grandi lezioni, ma il privilegio di seguire gli allenamenti della squadra olimpica di ginnastica da un osservatorio unico e, vi assicuro, molto interessante. Superai gli esami e fui promosso. Non ricordo come fu l'esame di educazione fisica; forse mi chiesero quali esercizi eseguivano gli atleti e certamente in quella materia ero fortissimo!

Filippo Vannini