ANTICLERICALISMO

Agli inizi del secolo scorso, uno dei cardini della lotta politica, che caratterizzava diversi partiti (repubblicano, socialista, liberale...), era l'anticlericalismo, probabile retaggio della lunga dominazione Pontificia. Questa posizione era particolarmente accentuata nel partito Socialista. Mario Macina, allora ferroviere e giovane militante socialista, ci ha lasciato questo breve racconto rilevatore del clima di quei tempi.

I partiti di sinistra concentravano la loro attività nella battaglia anticlericale ed era obbligatorio per gli iscritti non svolgere pratiche religiose, né sposarsi in chiesa né battezzare i figli. In una assemblea della sezione socialista di Rimini (il riferimento è al 1906) alla quale partecipava anche il dottor Alessandro Tosi che, pur essendo un socialista della vecchia guardia, non faceva mistero dei suoi sentimenti religiosi, un certo Zavattini, compagno di partito ma fiero anticlericale, si avvicinò al tavolo della presidenza e con voce minacciosa disse: Qui fra noi c'è uno che va alla messa e dopo avere pronunciato una grossolana bestemmia, sferrò un manrovescio all'unico lume a petrolio in modo che la sala rimase al buio. Nel trambusto che ne seguì, si udì la voce del presidente dell'assemblea che con olimpica indifferenza disse: Compagni, la seduta è tolta.

Mario Macina