I CARRETTIERI

Il socio Virginio Cupioli (Tonino), classe 1926, pensionato FS, ricorda un lavoro praticato ai tempi della sua gioventù.

I carrettieri (carater) erano coloro che trasportavano la breccia (bresa), ciottoli raccolti nell'alveo del fiume Marecchia che venivano usati per la manutenzione delle strade bianche non asfaltate. La scaricavano nelle apposite piazzole lungo il percorso, e i cantonieri la usavano per il rifacimento delle strade e la chiusura delle buche nel tratto a loro affidato.

La bresa veniva utilizzata per usi vari ma soprattutto nell'edilizia, indispensabile per riempire il sottosolaio a pianterreno. I ciottoli tutti rosi, sminuzzati e arrotondati dalle acque delle fiumane che nei secoli li aveva trascinati da monte a valle verso il mare, coprivano ininterrottamente l'alveo fino al ponte di Tiberio e apparivano all'occhio come una distesa bianca.

Il carrettiere usava un carro con ruote a sponde alte, lo riempiva di ciottoli con il badile e molta fatica. Affidava poi al cavallo, inserito fra le due stanghe, l'uscita dall'alveo, normalmente in salita. Alcuni usavano anche un secondo cavallo detto bilancino per unire lo sforzo, incitandoli con grida e frusta, affinché producessero tanta potenza da superare il punto morto della salita.

Il carrettiere normalmente era una persona robusta, disposta a faticare e la sera quando rincasava il suo primo pensiero era accudire il cavallo. Erano molti quelli che svolgevano questo mestiere, fondamentale per quel tempo, oggi invece scomparso come tanti altri per il sopravvenuto progresso tecnologico. Vederli transitare per le strade con il loro pesantissimo carro colmo di ciottoli, spronando il cavallo, dava il senso della rude asprezza del mestiere, del sacrificio e dell'umiltà con cui si guadagnavano il cibo quotidiano.

Virginio Cupioli