Dario e Michele, i personaggi di questa storia, sono due persone come ce ne sono tante. Unici punti in comune tra loro essere pensionati, vicinissimi alla settantina. Dario, di quelli che non stanno mai zitti e sanno di tutto, Michele, poche parole, un po' ombroso. Abitano entrambi in una frazione alle porte della città, vicino al Bar Carlo che è posto a metà strada tra le loro case. Conoscenti come si suol dire di vista, solo qualche raro cenno di saluto.
Il Bar Carlo è un ritrovo vecchia maniera, pochi aperitivi oggi tanto in voga, clientela con età medio/alta, un bancone un poco datato, una sala televisione usata sopratutto per il gioco delle carte e una saletta bigliardo. Fuori dal locale un paio di tavolini per la buona stagione, ma sopratutto per fermarsi a fumare una sigaretta.
Dario, mezza statura, vistosamente in sovrappeso, accanito giocatore di carte e incallito fumatore, trascorre al bar gran parte della giornata. Soliti orari di presenza mattutini e pomeridiani e, pur essendo il luogo molto vicino a casa, lo raggiunge con la sua amata vecchia auto. Poi politica, sport e varie sono gli argomenti di infinite discussioni giornaliere con amici e conoscenti.
Commenti diciamo poco benevoli quando, seduto fuori o attraverso le vetrate del locale vede qualche persona che, a passo svelto, transita da quelle parti con l'intento di fare una salutare camminata. Non riferibili le frasi indirizzate sottovoce a denti stretti verso quelli che addirittura vanno di corsa!
Michele, pelle e ossa, il bar lo vede solo transitandoci davanti, in calzoncini e maglietta per quasi tutto l'anno, di corsa inizia i suoi allenamenti quasi quotidiani dal giardinetto posto poco lontano, degnando appena con uno sguardo di sfida i presenti. La sua passione per la corsa lo porta da anni a partecipare a tantissime gare podistiche che si svolgono nel circondario. Poi centinaia di maratone e distanze anche maggiori, in tutta Italia e anche all'estero. Qualche amico tra i tanti podisti con la sua stessa passione, un po' solitario nei rapporti con il vicinato. La moglie, ormai rassegnata alla vita di corsa del marito, fa, come si suol dire, buon viso a cattivo gioco.
In questa maniera per Dario e Michele si susseguono le stagioni, passa il tempo, solita routine, finché un bel giorno, come si dice nelle favole, si trovano quasi uno accanto all'altro nella sala d'aspetto che hanno in comune i loro medici di famiglia. Questa volta inevitabile un accenno di saluto, poi, com'è come non è, i due si aprono un pochino e si scoprono essere stati ricoverati in ospedale per qualche giorno nel medesimo periodo.
Qualche problema di pressione per Dario, alcuni esami cardiologici specifici per Michele. Ambedue un pochino abbacchiati, attendono di presentare la loro documentazione ai rispettivi medici con qualche timore per il loro futuro. L'uscita dall'ambulatorio di uno coincide con l'entrata dell'altro e così solo un ci vediamo.
Il piccolo giardinetto posto vicinissimo al bar si presentava quel pomeriggio di inizio autunno in maniera meno triste del solito, forse merito del sole che cominciando a scendere diffondeva una luce che faceva risaltare ancor di più la bellezza del colore delle foglie.
Seduto su una panchina Michele a testa bassa sembrava guardasse con aria assorta le proprie scarpe. Era così assente che non si accorse dell'avvicinarsi di Dario che si fermò a pochi passi e salutò con un mogio come va?. E tu?, cosa dice il medico? la risposta. Fu poi facile per entrambi descriversi le proprie diagnosi e le cure: pastiglie varie, un'alimentazione mirata, cambio abitudini di vita, quindi basta fumo e lunghe sedute al bar, niente più maratone e gare varie.
Per entrambi comunque una cura in comune: CAMMINARE, CAMMINARE, CAMMINARE! Fu così che da quel giorno Dario e Michele cominciarono a legare diventando buoni amici e la loro camminata quotidiana diventò una cosa piacevole e salutare.
Questo racconto, ambientato nel nostro mondo di corse e camminate, può essere una storia vera con l'aggiunta di un poco di fantasia o, al contrario, essere una favola con un po' di realtà. A voi la scelta. Quel che resta è la verità sui benefici di una sana camminata giornaliera.
Essendo questo Notiziario l'ultimo dell'anno, si coglie l'occasione per augurare a tutti un Felice Natale e un Buon 2014!
Buona camminata e corsa a tutti!
Luciano Caldari