Il socio Vinicio Vergoni, classe 1926, torna con la memoria alla sua gioventù, ai primi approcci amorosi. In precedenza ha narrato il rapporto di amichevole frequentazione sempre più confidenziale con una vicina di casa, la signora Miranda, moglie di un marittimo.
Quella mattina, al ritorno dalla pescheria dove si era recato su incarico della madre ad acquistare il pesce, vide sulla soglia del portone di casa la Miranda che lo salutò e lo invitò a entrare. C'era già stato, perciò rivide il galeone sulla credenza, quel nudo di donna che si copriva un poco con un telo e tutte le foto di parenti e amici compresa quella del marito su cui il suo sguardo si soffermò.
La Miranda gli mostrò il nuovo apparecchio dei dischi e così, en passant gli chiese: Ti piace la musica?, Sì rispose lui con voce flebile. Io ho i dischi più moderni e le canzoni più belle. Vieni a sentirli qualche volta e aggiunse alla sera sono sempre sola. Lui rimase in silenzio, imbarazzato.
Dal momento che aveva messo piede nella casa aveva capito che qualcosa doveva succedere, ma ora dopo aver rivisto il galeone e la foto del marito marinaio, si sentì come prigioniero del desiderio d'avventura e il senso di tradimento verso una persona gentile che apprezzava come uomo per i suoi hobby e perché era un marinaio vero, di quelli bruciati dal sole e il viso segnato dalle rughe. Ma gli uscì un No, no la musica mi piace, con una voce sottile che non gli parve la sua. Allora vieni, staremo un po' insieme e dopo qualche secondo ad ascoltare la musica.
Lui, dopo essersi raschiata la gola disse in fretta: Sì vengo, ma adesso devo portare il pesce a casa e scappò sentendo la Miranda che gli diceva dietro: Verso le nove e mezza anche le dieci. Lui dalla porta, girandosi urlò con la voce quasi da gallina inseguita: Va bene.
Per giorni cercò di evitarla, tuttavia il pensiero era fisso. Perché una donna come quella si interessava di un ragazzo, quale lui si riteneva? La mamma, pensava, si era sposata a 25 anni, adesso non ne aveva ancora quaranta, la Miranda certamente superava i trenta, da piccole avrebbero potuto giocare insieme. Questo pensiero lo disturbava assai e lo assaliva in particolare a casa quando la mamma gli chiedeva: Te fat i compit? - Cum c'le andé e compit ad latein? - Um per che da un po' te studi ad mench... e via dicendo.
Ma il suo pensiero si estraniava da quelli scolastici, il suo pensiero era per Mary-Anne. Non doveva farle un torto simile con quella vecchia, forse si sarebbe messa a ridere ma lui poteva non dirle niente. E se ne fosse venuta a conoscenza? Poteva negare, ma lui si sentiva troppo debole e ingenuo per sostenere con forza e lungamente una bugia così grossa.
E se la Miranda delusa da qualche cosa, magari dallo stesso matrimonio, in fondo vedeva il marito cinque o sei volte in un anno, fosse gelosa? Magari solo invidiosa dell'affetto sincero, dell'amore, del grande amore fra lui e Mary-Anne e volesse dimostrare che niente è sacro neanche l'amore innocente? Era poi così innocente il sentimento per Mary-Anne? Forse per lei, ma lui nei momenti di bramosa frenesia, come la sognava? Già e pensò che qualcosa era cambiato. Prima era solo lei che sognava, ora nei momenti più intimi gli si sovrapponeva l'immagine ridente e nuda della Miranda. Ciò gli dispiaceva molto, ma così accadeva.
GLOSSARIO:
Te fat i compit? - Hai fatto i compiti?
Cum c'lè andè e compit ad latein? - Come è andato il compito di latino?
Un per che da un po' te studi ad mench - Mi pare che da un po' tu studi di meno
Vinicio Vergoni